SAI RICONOSCERE UNA PERSONA CHE MENTE..?

martedì 19 giugno 2012

CHI E' BEPPE GRILLO

Interrompo questa sezione di criminologia perché ricevo continuamente richieste di un profilo psicologico  e la mia personale opinione su Beppe Grillo. Mi sono dovuto basare su una serie notevole di filmati di interviste e spettacoli  rilasciati sulla rete per avere una comprensione approfondita di come Beppe Grillo  vede il psicologicamente mondo e finalmente dopo la visione di diverse ore di filmati su Beppe Grillo  ho tratto il Suo profilo   in base  alla mia esperienza personale.

L’identificazione della sua personalità si è basata sulle teorie dei tipi psicologici di C.G.JUNG. E altre teorie che partono dalla medesima teoria junghiana, per esempio Singer_Loomis, Keirsy-Briggs  che rappresentano il riferimento più scientifico più noto in questo campo.
Prima di passare  al suo profilo , una breve indicazione può facilitarne la lettura.
La teoria di Jung si basa innanzi tutto sulla distinzione tra introversione ed estroversione. Nella nostra cultura il termine introversione tende ad avere un significato leggermente negativo. 
Non è così nella teoria junghiana.
 L’introversione non è né meglio né peggio dell’estroversione. 
Questa dimensione ha infatti a che fare con l’orientamento dell’energia psichica. Un introverso tende ad orientare la sua energia psichica verso il mondo interiore (pensieri ed emozioni) mentre l’estroverso orienta la sua verso il mondo esteriore (fatti e persone). 
Ciascuno di noi utilizza questi due orientamenti ma generalmente uno tende a prevalere sull’altro in maniera più o meno marcata. La prima finalità del test è di capire quale è il nostro orientamento prevalente. 

In secondo luogo, Jung distingue quattro funzioni psichiche che sono il pensiero, il sentimento, la sensazione e l’intuizione. Ciascuna di queste funzioni ci consente di adattarci al mondo e alla vita:

·          Il pensiero utilizza dei processi logici
·          il sentimento utilizza dei giudizi di valore
·          la sensazione percepisce i fatti
·         l’intuizione percepisce le possibilità presenti dietro i fatti

Queste quattro funzioni possono essere presentate con la seguente figura:


Ciascuna funzione tende ad appoggiarsi ad una delle due funzioni che le stanno vicine ma non alla funzione che si trova ai suoi antipodi.
 Per esempio, la funzione pensiero si può appoggiare all’intuizione o alla sensazione, ma non al sentimento che rappresenta la sua funzione opposta.
Le funzioni opposte hanno però un elemento importante in comune.
La coppia Pensiero-Sentimento è, secondo Jung, di carattere razionale,
mentre la coppia Intuizione-Sensazione è di carattere irrazionale.
In questo contesto, razionale significa che il pensiero e il sentimento sono delle funzioni giudicanti che si basano su dei principi (consci o inconsci). Il pensiero utilizza principi logici, il sentimento principi di valore.
Mentre irrazionale significa che l’intuizione e la sensazione sono delle funzioni percettive che non si basano sul giudizio o su dei principi. La sensazione percepisce le cose, l’intuizione percepisce quello che sta dietro alle cose, senza giudizi, né logici né di valore. Questo parametro razionale-irrazionale o giudizio-percezione è di grande utilità perché consente di determinare la funzione predominante. Se per esempio in una persona prevale l’elemento percezione, sappiamo che la sua funzione dominante potrà essere l’intuizione o la sensazione ma non il pensiero o il sentimento.
Naturalmente, ciascuno di noi possiede ed utilizza le quattro funzioni, ma c’è sempre una funzione che tendiamo ad utilizzare meglio o più frequentemente. E’ la nostra funzione predominante. La funzione numero due (l’altra funzione che usiamo meglio e più frequentemente) viene invece chiamata funzione d’appoggio.
Ma veniamo al dunque: 

PROFILO PSICOLOGICO  DI BEPPE GRILLO
















Orientamento: Introverso
Funzione dominante: Pensiero
Funzione d'appoggio: Sensazione
Funzione terza: Intuizione
Funzione inferiore: Sentimento

Il risultato di questo  lavoro  è che  Beppe Grillo  è di tipo introverso.

Questo uomo è tipicamente affidabile e responsabile.
E' preciso e molto realistico. Il  comportamento di Beppe Grillo si basa fondamentalmente sui fatti e sull'esperienza che giudica e analizza in maniera meticolosa, paziente e sistematica.
Crede nella logica e nell'obiettività e fatica  a comprendere le persone che non basano il loro comportamento su questi due fondamentali pilastri della sua esistenza!
Beppe Grillo, non prende decisioni impulsive. E' un uomo tranquillo, serio e coscienzioso.
Ha un etica del lavoro sviluppata che lo induce per esempio a non lasciare incompiuto un lavoro che ha iniziato.
 Prima finisce quello che deve fare e solo dopo si riposa.
Ama essere lasciato in pace quando deve fare qualcosa. Sa quello che fa e quando reputa di aver capito cosa deve fare non ha bisogno di una supervisione.
Beppe Grillo è perseverante e non lo scoraggi facilmente.
 Generalmente è abile nei lavori manuali e ama farli. Spesso per questo tipo psicologico è un modo  produttivo per rilassarsi. Legge e si documenta molto.
Se Grillo e' uno sportivo, tende a preferire gli sport che lo mettono in contatto diretto con la natura. 


La  funzione inferiore di Beppe Grillo e' il sentimento.
L'uomo Grillo  socialmente tende a essere riservato e non particolarmente caloroso.
Da  l'impressione di essere indifferente o insensibile ai sentimenti degli altri, ma non è così. 

Inoltre  l'uomo Grillo si lascia difficilmente influenzare e non sembra attribuire molta importanza all'opinione degli estranei. Preferisce generalmente trovarsi in ambienti a lui familiari e con persone familiari.
E' un conservatore ed ha una bassa propensione al rischio. Se non dispone dell'esperienza (sua o di qualcun altro) per poter giudicare un nuovo progetto si sente a disagio e tende a rigettarlo con scetticismo. Ha la capacità di diventare negativo, inoltre, come ho detto, è scettico e testardo.
Beppe Grillo favorisce le cose che sono già state sperimentate. Sul piano lavorativo le sue qualità sono molto preziose. Oltre a essere come uomo molto affidabile, realistico e analitico, lavora intensamente e con autonomia.
L'uomo Grillo è attento ai dettagli, paziente e tollerante nei confronti della routine quotidiana.
La sua prudenza ne fa un amministratore molto oculato. 
Con le persone che lo avvicinano può avere una certa difficoltà a causa della distanza che spontaneamente tende a mantenere. Generalmente compensa questa caratteristica con la capacità di essere obiettivo e con un senso etico particolarmente sviluppato.
Non male vero..?
Ora   collioti e boccaglioni diranno che Beppe Grillo mi ha pagato per scrivere questo profilo.
Ma  lo conosco come lo conoscete voi, attraverso la rete.
Quello che questa specie di politica  biasima è che Grillo non lo possono copiare mettendo un Passera qua un Montezemolo lì, e un Saviano da quelle parti.

Questa classe politica  non comprende che è partito dal basso e da molto lontano.
Grillo ha cominciato più di vent'anni fa girando per il mondo, parlando con economisti,ingegneri,ricercatori,premi Nobel. Grillo ha rubato nel vero senso letterale della parola le conoscenze ai grandi. 

E ora questi pensano di mettere su movimenti in quattro e quattr’otto: ma lo sanno che fra otto mesi devono presentare le liste?
Grillo  si è informato, documentato, studiato da oltre venntanni,  anche se questi lo considerano un cialtrone un improvvisatore un pagliaccio ,un clown.



Ma attenzione alla sindrome della coulrofobia.





Come mai questa politica ha paura di questo clown..?
Non è di un clown che devono avere paura, ma di milioni e milioni di italiani incazzati, onesti lavoratori, cittadini arrabbiati,uomini esasperati, donne inferocite, anziani infuriati, giovani sfrustrati, adulti amaregiatti. 
Altro che Norinberga all'italiana. Ma siamo un popolo civile e vi diamo noi l'esempio...dimostrandolo anche al mondo intero.


Questa classe politica male comprende perchè Beppe Grillo è come un Tsunami che lentamente sta per montare e quando arriva spazza  tutto il marcio  che cè da spazzare e sapete perchè..? 
Perchè le  idee di Beppe Grillo sono le idee di milioni di italiani ,il pensiero di Beppe Grillo è il pensiero di milioni di italiani, i sentimenti di Beppe Grillo sono i sentimenti di questi italiani onesti e corretti.

Quello che non capisce questa politica  e che questo movimento è fatto di gente vera, autentica composta da brave persone che si sono stufate di essere indifferenti e distaccate. Gente che si è resa conto di perdere il proprio voto, disgustate dall'andamento di questa immonda classe politica.


Gente che ha ritrovato l'entusiasmo di una passione civile, che cerca di organizzarsi per un nobile scopo, riportare la politica  per la gestione del bene comune e alla condivisione collettiva delle esigenze per il proprio popolo. 
E' un movimento che in maniera spontanea e aggregante cresce proprio come un Tsunami.
Attenzioni italiani alla controinformazione 
Hanno già cominciato a dire che Beppe Grillo è la re-incarnazione di Osama Bin Laden e che lui è l'autore di piazza Fontana e dell'assassino di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Attenzione perchè sono subdoli, diabolici e pericolosi vogliono divorarci insieme alla nostra Italia.
Questi politici sono geni del male, che si avvalgono di trappole psicologiche cognitive per farci credere quello che non è.
Ma purtroppo anche loro hanno fatto il passo più lungo della gamba.
Ora è dinanzi a tutti la verità.
A quale disastro ci ha portato questa classe politica e sotto ai nostri occhi.
Prenderanno a scusa poteri forti occulti (come è occulto i loro cervello).


I Rothschild, la massoneria nazionale e internazionale, il gruppo Bildeberg, la Goldman Sachs, la lobby ebraica,  la Ciail Mossad, le agenzie di rating.
Il Papa...

Quindi, questo movimento a cinque stelle ha bisogno della partecipazione di persone solide dotate di cospicui  strumenti forti, davvero molto colti e in diversi campi mullti-funzionanti in grado di poter fornire una struttura di difesa. Un'organizzazione, ma soprattutto “cittadini formati” al fine di prepararsi al peggio che, a mio avviso, sta arrivando per l’Italia. Il che vuol dire che diventa un imperativo categorico per tutti partecipare da subito al movimento per dare un proprio contributo energico e, professionalmente funzionale. 

Dobbiamo sbrigarci: tempo scaduto, o appoggiamo tutti Beppe Grillo e diamo la spallata definitiva a questo sistema  marcio e arrugginito oppure abbandoniamo questo paese che non è più il nostro paese. Non esiste una terza via. La decisione va presa molto velocemente anzi subito.

E ora torno alle mie sezioni di criminologia
Buona lettura a tutti
Sam


































lunedì 11 giugno 2012

LE ORIGINI DELLA CRIMINOLOGIA MODERNA

Parte prima
MITI E RELIGIONI
- Il delitto risiede nella cultura dell’uomo fin dagli albori
- Dei olimpici → Zeus e Chrono
- Bibbia → Caino e Abele
- Spesso la pena del delitto era religiosa e il sacerdote era il giudice
- Il crimine veniva infatti considerato anche contro la divinità 
FILOSOFIA GRECA
- Platone kalòs kaì agathòs
- Aristotele Sillogismo fisiognomico: intuizione dell’indole dell’individuo a partire dal volto

MEDIOEVO
- Delitto spiegato su basi astrologiche

RINASCIMENTO
- Ritorno alla fisionomia della tradizione greca
- La malvagità è individuabile, si manifesta nell’aspetto dell’individuo

CINQUECENTO E SEICENTO
- Sviluppo del fenomeno della stregoneria
- Non viene visto solo come crimine religioso (apostasia), ma anche come crimine di ribellione contro la società
- Vengono redatti veri e propri trattati criminologici rudimentali (Malleus Maleficarum)

ILLUMINISMO
- Nascita dei primi codici normativi moderni
- Prime pene proporzionali alla gravità del crimine
- Nascita del carcere moderno: da luogo dove si aspettava la pena, a luogo dove si sconta la pena
- Nascita dei primi organi di polizia
- Nascita delle prime statistiche giudiziarie

Thomas Hobbes:
- Separazione tra peccatum e crimen 
                                   Cesare Beccaria: 

- “Dei delitti e delle pene” → manifesto della nuova politica criminale
- Si ispira alla filosofia utilitaristica: ogni uomo è dotato di libero arbitrio e tende a scegliere condotte che gli procurano piacere e ad evitare azioni che procurano dolore
- Condanna la pena di morte 



John Howard: 
 - Quacchero
- Compie un tour in giro per l’Europa per studiare le varie organizzazioni carcerarie
- Dopo 4 anni pubblica “The State of the Prisons”, in cui segna accuratamente le caratteristiche statistiche di tutte le prigioni che ha visitato
- Sostiene un’idea di detenzione più umana, basata sulla redenzione sociale e spirituale del condannato 
Jeremy Bentham: 
- Principale teorico della filosofia utilitaristica
- Progetta il Panopticon, una struttura carceraria ideale in cui i condannati sono disposti circolarmente attorno ad una torre e possono essere sorvegliati costantemente a loro insaputa
- Il suo fine è quello di creare un sistema carcerario efficiente, economico e rigoroso
- La disciplina sociale si ottiene attraverso il controllo, anche delle guardie
- Il Panopticon non fu mai realizzato, ma influenzò notevolmente l’architettura carceraria degli anni successivi 




OTTOCENTO
- Nonostante la riforma carceraria del Settecento, la criminalità assume i connotati di una vera e propria emergenza, soprattutto nelle grandi città
- Le carceri falliscono nella lotta alla recidiva: divengono quasi scuole di crimine

POSITIVISMO
- Superiorità dell’uomo di scienza come vero operatore sociale
- Analisi sociale e criminale → prime vere scienze sociologiche
- Autonomia della psichiatria
- Crollo della filosofia utilitaristica
- Affermazione della medicina legale
- Lamarck e Darwin rivoluzionano l’idea biologica dell’uomo →determinismo biologico del comportamento umano
- Contestazione del libero arbitrio (tipico della “scuola classica di diritto penale”) 

Cesare Lombroso:
- 1835 – 1909
 - Psichiatra e medico legale proveniente da un’agiata famiglia ebrea veronese
- Tipica formazione positivista: subisce influenze dal positivismo italiano e francese, dal materialismo tedesco e dall’evoluzionismo inglese
- Esperienza da ufficiale medico nella battaglia contro il brigantaggio
- Durante l’autopsia del cadavere di un folle (tale Vilella), scopre, al posto della normale cresta occipitale, una strana depressione, che chiama fossa mediana occipitale, riscontrata anche nelle scimmie inferiori
- Da qui trae l’intuizione riguardo ad una possibile natura atavica del crimine: il criminale per lui è un individuo che presenta anomalie tipiche delle fasi più ancestrali dello sviluppo umano.
- Nel 1876 pubblica la prima edizione de “L’uomo delinquente”, col quale crea la dottrina dell’antropologia criminale, che ha inizialmente un grande successo.
- Nelle successive edizioni, Lombroso attenua le sue posizioni iniziali aprendosi anche ai fattori sociali e ambientali, ma non supera mai il determinismo biologico che lo contraddistingue ( concetto di “delinquente nato” → negazione del libero arbitrio)  - Arriva a distinguere 5 tipi di delinquente: pazzo, epilettico, d’impeto, di passione, d’occasione.
- Stila anche una cartografia dei criminali.
- Negli anni Lombroso ha subito numerose critiche, spesso espresse senza tener conto del contesto storico (Italia post-unitaria) e culturale (positivismo) in cui lui operava.
- I suo limiti più grandi sono stati l’approssimazione, la mancanza di rigore metodologico e l’interpretazione fortemente deterministica dei fenomeni sociali.
- Il suo lavoro, in realtà, anche se costellato da teorie oggi inaccettabili, ha avuto un grande valore progressista per il suo tempo
- Lombroso può essere definito “un grande agitatore d’idee” (Fornari, 1986).
NOVECENTO
- Dopo la morte di Lombroso e la Grande Guerra, l’antropologia criminale ha subito una brusca battuta d’arresto per vari motivi:
a) Opposizione della Chiesa (padre Agostino Gemelli →“I funerali di un uomo e della sua dottrina”)
b) Aspetti politici (socialismo militante di Lombroso)
c) Scarsa sistematicità
d) Scarsa fiducia nelle scienze empiriche
Enrico Ferri:
 - Avvocato, primo tra i discepoli di Lombroso
- Forte sostenitore del metodo sperimentale per lo studio della criminalità

- Sviluppatore della sociologia criminale: il crimine è visto come un fenomeno biosociologico

- Legge della saturazione criminale: il livello di delinquenza in un paese è determinato dai fattori sociali e dai loro mutamenti

- Ferri intendeva la criminologia come una scienza sintetica, formata cioè dall’antropologia criminale e dalla sociologia criminale 


Benigno Di Tullio:
- Medico psichiatra con lunga esperienza lavorativa nelle carceri
- Esponente più prestigioso della criminologia italiana tra gli anni ’30 e ’60


- Cofondatore della Società Internazionale di Criminologia, dell’Ente Nazionale per la Protezione Morale del Fanciullo e del Tribunale Minorile in Italia
- Sviluppa la teoria della costellazione eziologica: la devianza è un prodotto derivante da più fattori casuali (predisponenti, preparanti e scatenanti) → delinquente costituzionale.
- Col passare del tempo Di Tullio supera ogni biodeterminismo e giunge sempre più ad un approccio multifattoriale.








mercoledì 6 giugno 2012

SCIENZE CRIMINALI E CRIMINOLOGIA


Scienze criminali:
- Scienze umane che si interessano dei fenomeni delittuosi
- Si divide in 4 approcci di base:
a) Giuridico (→diritto penale)
b) Medico – giuridico (→ medicina legale, psichiatria forense)
c) Psico – giuridico (→psicologia giudiziaria)
d) Multidisciplinare (→criminologia)

Criminologia:
- Branca delle scienze criminali
- Scienza sociale
- Studio, analisi ed eziologia delle condotte devianti e del crimine
- Non si interessa solo alla fenomenologia del crimine, ma anche al suo impatto sociale (criminologia della reazione sociale)
- Non si occupa di investigazione
- Comprende la vittimologia
- Compie indagini globali
- Si può distinguere in 2 correnti:
a) Criminologia clinica
b) Criminologia sociologica

Criminalistica:
- Insieme di tecniche multidisciplinari impiegate nell’investigazione
- Comprende le scienze forensi ( tossicologia, balistica, entomologia, criminal profiling, ecc)
- Es: CSI, NCIS, R.I.S. ecc 

REATO, DELITTO E CRIMINE 
 
- Reato: violazione di una norma penale
- Delitto: tipo più grave di reato 
- Crimine: termine più vago con accezione     anche morale


IL CAMPO D’INDAGINE DELLA CRIMINOLOGIA
- Non si può limitare il campo d’indagine della criminologia alla criminalità penale
- Spesso infatti vi sono condotte non considerate propriamente criminali, ma che hanno un grande impatto sociale
- Viceversa ci sono reati che non suscitano particolare riprovazione sociale

CONTROLLO FORMALE E INFORMALE
Controllo formale:
- Leggi scritte
- Codici

Controllo informale:
- Tradizione e cultura
- Costume
- Valori religiosi e morali
- Credenze
- Consuetudini

N.B. Più è forte la pressione del controllo informale, minore è la necessità di controllo formale 
APPROCCI ALLO STUDIO DEI FENOMENI CRIMINALI 

Approccio descrittivo (fenomenologico):
- Mira a descrivere il fenomeno
- Non offre interpretazioni
- Cerca il come

Approccio causale (eziologico):
- Mira a trovare la causa di un fenomeno
- Offre interpretazioni
- Cerca il perché 
- Oggi il concetto di causa è divenuto sempre più un fattore probabilistico
Approccio normativo:
- Si basa sul fatto che la criminologia è sia idiografica che nomotetica
- Cerca di evidenziare delle leggi universalmente valide, delle uniformità, delle tendenze
- Questo approccio ha quindi il fine di ampliare gli orizzonti del diritto penale

venerdì 1 giugno 2012

Via Rapetto, "l’occhio viglile del web" estromesso dalla Gdf, si dimette


Rapetto capo del nucleo speciale frodi informatiche, noto come "lo sceriffo del web", lascia la Guardia di Finanza. 
Parlare di lotta ai crimini e alle truffe informatiche, in Italia, significava parlare di lui: il colonnello Umberto Rapetto, capo del Nucleo speciale frodi telematiche della Guardia di Finanza, un gruppo di specialisti da lui stesso fondato e sviluppato che poteva vantare un lungo elenco di successi a vantaggio non solo della legalità, ma soprattutto  alle casse dello Stato.  Rapetto è stato il pioniere delle indagini informatiche, fin da quando Internet, per la burocrazia e anche per gli apparati di sicurezza del nostro paese, era ancora pressoché sconosciuto.



Ebbene, Rapetto è stato rimosso dal suo incarico. 
Motivo?
 "Ordinari criteri di rotazione del personale". Bene, si dirà, ma gli sarà stato affidato qualche altro compito dove possa mettere a frutto le sue indiscusse capacità. Invece no: è stato mandato al Centro alti studi della Difesa (Casd).
 A formare altri investigatori, come del resto, proprio tenendo una serie di corsi, fa già da 15 anni? 
No: a seguire un corso, da "STUDENTE". E Rapetto, in questi giorni, ha annunciato le sue dimissioni.

La vicenda, che ha dell'incredibile, ha sollevato una tempesta politica. Tutti si dichiarano sorpresi e scandalizzati e chiedono che i ministri competenti intervengano per invitare i vertici delle Fiamme Gialle a riconsiderare la decisione. Peraltro, il ministro più direttamente interessato è quello dell'Economia e Finanze, ossia lo stesso presidente del Consiglio Mario Monti che ricopre anche questo incarico.

Nei testi delle interrogazioni si leggono notizie piuttosto sconcertanti. Per esempio che Rapetto ha chiesto formalmente di parlare con il Comandante generale, com'è suo diritto, e la richiesta è stata rigettata dai quadri intermedi che invece sarebbero stati tenuti ad inoltrarla. Che per sostituirlo sono stati designati ben sei ufficiali, ma senza nessuna procedura di selezione, tanto che quattro di loro non avrebbero alcuna competenza specifica in questa materia; si collocherebbero però al di sopra dei due capitani che da anni lavorano insieme a Rapetto, relegati così in fondo alla scala gerarchica. Che è stata ignorata la richiesta della Procura di Grosseto di soprassedere al trasferimento, visto che il colonnello sta indagando sul naufragio della Costa Concordia, come del resto era stata ignorata la proposta del Procuratore della Corte dei conti del Lazio di promozione del colonnello e dei suoi collaboratori, visti i brillanti esiti delle loro indagini.

Tra queste ultime vengono ricordate quelle che hanno portato alla condanna definitiva degli hacker entrati nei nostri sistemi del Pentagono, della Nasa, di governi stranieri, del Senato e di ministeri ed altri enti italiani. L'operazione "Macchianera", che ha permesso di scoprire centinaia di false posizioni Inps. L'operazione "Stamina RX" che ha coinvolto 10 Procure e ha sgominato un'organizzazione che vendeva via Internet farmaci pericolosi. L'operazione "Carta da pacchi", su delega della Procura di Roma, che ha smascherato una banda che offriva l'opportunità di pagare bollette e cartelle esattoriali con sconti significativi, provvedendo in realtà a migliaia di operazioni con carte di credito rubate o clonate. E tante altre, impossibile ricordarle tutte.

Ma quella che probabilmente è stata fatale a Rapetto è forse la più importante, quella sulle slot machines del "gioco legale" installate negli esercizi pubblici, che ha portato al recupero di 2 miliardi e mezzo per il bilancio dello Stato ma ha pestato molti piedi importanti, nei Monopoli, nelle società concessionarie e nella galassia di faccendieri che si muovono tra politica, alta burocrazia ed affari. Dicono alcuni parlamentari che Rapetto avesse ricevuto caldi inviti ad andare piano con le sue indagini, inviti che il colonnello ha del tutto ignorato contribuendo a scoperchiare un giro di malaffare i cui sviluppi sono ancora in corso. E' di questi giorni la notizia degli arresti domiciliari per Massimo Ponzellini, che quando era presidente della Bpm concesse un finanziamento da 148 milioni di euro, ritenuto irregolare, alla società Atlantis, vincitrice dell'appalto per i giochi, a sua volta controllata da una società offshore basata nelle Antille Olandesi e facente capo a Francesco Corallo, figlio di Gaetano, condannato per reati di criminalità organizzata, e legato al clan di Nitto Santapaola.  In varie interrogazioni si adombra l'ipotesi che proprio questo sia il motivo che ha generato l'"ordinario criterio di rotazione del personale" in base al quale Rapetto è stato rimosso.

L'intento "punitivo", del resto, è reso evidente dalla destinazione assegnata al colonnello.  Proprio in questo periodo deve essere per esempio designato il responsabile dell'Ufficio per la protezione dagli attacchi informatici presso la Presidenza del Consiglio. Sembrerebbe uno dei possibili posti su misura per Rapetto, ma a candidarlo non ci ha pensato nessuno.

Rapetto, ora che si è dimesso, con la sua esperienza e la sua fama internazionale non ha certo problemi a trovare un'occupazione sicuramente molto meglio retribuita di quella svolta finora. La perdita secca è per lo Stato e per tutti gli italiani veri. A meno che il presidente del Consiglio e ministro dell'Economia del governo dei tecnici non decida che sarebbe davvero un peccato privarsi di uno dei tecnici più qualificati di cui l'amministrazione può ancora disporre.
Davvero Presidente Monti vuole cambiare l'Italia..?
Allora cambi gli uomini.....ma quelli giusti.
Intanto...rendo onore a un  ufficiale e uomo, caduto perché vuole l' Italia migliore.
A presto Sam